Un risarcimento da 80mila euro per “ingiusta detenzione” è stato deliberato dalla V Corte d’Appello di Milano all’architetto Renato Sarno, 75 anni, arrestato in uno dei rami dell’inchiesta di Monza su un giro di tangenti che aveva coinvolto anche l’ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. Quest’ultimo, scomparso nel 2019, all’epoca dei fatti era vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia ed era stato assolto. Il filone di procedimenti che ha portato all’arresto di Sarno riguardava le ex aree Falck. Le accuse per l’architetto erano di concorso in concussione per induzione. La notizia è stata riportata dal Corriere della Sera. L’architetto era stato arrestato nell’ottobre del 2012 e aveva trascorso 134 giorni in carcere e 48 ai domiciliari prima che le accuse a suo carico venissero archiviate nel 2017 quando il filone d’inchiesta passò alla Procura della Repubblica di Milano. L’Avvocatura dello Stato si è opposta al risarcimento con lo stesso argomento con il quale era stato negato a Sarno una prima volta (la decisione era stata poi annullata dalla Cassazione), ovvero il fatto che avesse “tenuto un comportamento contraddittorio e fatto di affermazioni non veritiere ed imprecise all’autorità giudiziaria”. “Ma non tutti i comportamenti possono ritenersi sinergicamente collegati alla carcerazione”, ritengono il presidente Antonio Nova insieme all’estensore Micaela Curami e il consigliere Roberto Arnaldi. Nel calcolo del risarcimento va tenuto conto che Sarno “era incensurato” oltre che “il notevole clamore mediatico che ebbe la notizia dell’arresto nel 2012 e la perdita patrimoniale per la privazione di due commesse concluse poco prima dell’arresto”.


