“In nome della credibilità di questo campionato, auspichiamo che l’arbitro riconosca il gravissimo errore commesso, come viene evidenziato dalle riprese. L’arbitro ha espulso il giocatore sestese clamorosamente solo alla terza ammonizione e conseguentemente questa partita deve essere rigiocata”. E’ questo l’attacco, frontale, che la società del Seregno fa nei confronti della Pro Sesto dopo che la Lega Nazionale Dilettanti non ha omologato il risultato della sfida di domenica scorsa contro il Levico Terme, finita sul campo 3 a 1. Il motivo sarebbe l’errore tecnico dell’arbitro, il signor Davide Faraon di Conegliano, che avrebbe ammonito per tre volte il calciatore biancoceleste Gattoni. In realtà le ammonizioni a Gattoni sono state due e non tre e l’arbitro l’ha scritto chiaramente nel suo rapporto. E trova conferma nel filmato distribuito dal Levico.
Il regolamento, comunque, parla chiaro: non sono ammesse prove tv e solo se l’arbitro riconoscerà l’errore, la gara dovrà essere rigiocata. In ogni caso, per ora la partita è “sub iudice” e quindi la Pro scende a quota 19, momentaneamente. Oltre al danno, però, con il pericolo di dover ridisputare una gara che sul campo i biancocelesti hanno vinto con pieno merito, colpendo anche un palo ed una traversa, si assomma la beffa di una normativa federale che non annulla le squalifiche dello stesso Gattoni e di Scapuzzi, che per l’importante sfida di Carate non ci saranno.
Insomma, se il risultato non è omologato e quindi la partita “sospesa”, così dovrebbe essere anche per le sanzioni disciplinari prese proprio in quella partita…. E in tutto questo, oltre agli attacchi di un Seregno che farebbe bene a guardare più in casa propria che altrove, stona l’assordante silenzio della dirigenza della Pro Sesto, che non risponde a nessuno e non prende alcuna posizione ufficiale. Insomma, una figura da niente…
Nella foto l’arbitro Davide Faraon di Conegliano


