Ha raccolto oltre 18mila firme in pochi giorni la petizione lanciata su Change.org da alcuni cittadini di Cascina Gatti che intendono chiedere il blocco del trasferimento delle persone anziane con disabilità dalla comunità del quartiere che recentemente ha cambiato destinazione d’uso: da socio sanitaria è passata ad essere socio educativa. Venuti a conoscenza della triste storia, diventata un caso nazionale, che vede come protagonista Paolo (nome di fantasia), 60 anni, disabile medio-grave, il quale presto dovrà abbandonare Sesto San Giovanni (la struttura di Cascina Gatti non è più compatibile per gli ospiti con bisogni speciali), città in cui è nato e cresciuto, e trasferirsi in un centro a Pavia, gli abitanti del quartiere si sono mobilitati per cercare di trovare una soluzione al problema. Da qui l’idea di far partire una petizione che ha già raccolto moltissime adesioni. “La notizia del trasferimento che costringerebbe tante persone a lasciare il luogo in cui hanno vissuto per oltre 30 anni, la loro città, le loro famiglie, gli operatori e i volontari che li hanno accompagnati e sostenuti lungo tutta una vita sarebbe giunta in maniera improvvisa ed imprevista-scrivono i promotori dell’iniziativa-. Per gli anziani questo significa essere sradicati dal nucleo vitale della piccola comunità e dimensione familiare dove hanno vissuto sin da ragazzini, con i loro compagni di sempre, nel loro territorio, vicini alle loro famiglie, per finire ospiti anonimi di residenze sanitarie per disabili nelle quali affrontare, spaesati ed isolati, l’ultima fase della loro vita”. Per questo motivo gli organizzatori della raccolta firme chiedono alle autorità competenti “che la comunità di Cascina Gatti mantenga la sua connotazione socio sanitaria e continui ad essere la casa dei suoi attuali abitanti, che gli utenti non vengano trasferiti in strutture arbitrariamente individuate senza il coinvolgimento e il consenso degli ospiti e delle loro famiglie”.


