Piove sul bagnato in casa della Pro Sesto, reduce dal k.o. rimediato nel recupero infrasettimanale contro la Giana. La società biancoceleste dovrà pagare una multa di 2000 euro perché una “persona ammessa ad assistere alla gara, tra coloro accreditati dalla società, rivolgeva all’arbitro, che rientrava negli spogliatoi al termine della gara, reiterate frasi offensive”. E’ quanto disposto dal giudice sportivo. Ma andiamo con ordine. Le proteste dagli spalti scaturiscono da un’evidente “svista” arbitrale sull’azione che ha portato al gol, che poi risulterà decisivo ai fini del risultato finale, dei padroni di casa. E’ il 24′ del primo tempo e, come si può vedere nella foto pubblicata su Facebook da Orgoglio Sestese, un centrocampista della Giana interviene a gamba tesa su un giocatore della Pro Sesto rischiando anche di procurargli un brutto infortunio.
Il direttore di gara, Mario Saia della sezione di Palermo, forse soprappensiero, inspiegabilmente non mette bocca al fischietto facendo proseguire l’offensiva della squadra di Gorgonzola che con Madonna trova la rete del definitivo 1-0. Se poi ci mettessimo a parlare anche del rigore regalato agli avversari non basterebbe un articolo. Irritati da un arbitraggio non propriamente all’altezza della situazione, i sostenitori della Pro Sesto si sono lasciati andare a veementi proteste. Di qui la decisione, in base al referto presentato dal signor Saia, del giudice sportivo di infliggere una ammenda di 2000 euro alla società di via XX Settembre che non si è pronunciata in merito. Noi della redazione di Sestonotizie.it invece vogliamo esprimere alcune considerazioni. Non si può infliggere una sanzione così elevata per le proteste dei supporters biancocelesti per aver detto all’arbitro “vergognati, sei un incapace”. E’ vero che i direttori di gara devono essere protetti e tutelati ( su questo siamo perfettamente d’accordo) ma lo stesso trattamento lo devono ricevere anche le società di Serie C che, come la Pro Sesto, continuano a fare sacrifici senza incassare. Cosa che, a dire il vero, avveniva anche quando sugli spalti erano presenti i tifosi. Tutto per proteggere arbitri non ampiamente idonei al ruolo che ricoprono. Nel caso specifico ci chiediamo (e rivolgiamo il quesito anche alla Lega Calcio) se sia opportuno assegnare una partita, in programma un mercoledì pomeriggio, che vale il recupero tra due squadre della provincia di Milano ad un arbitro e due assistenti della Sicilia (Palermo e Agrigento) e ad un quarto uomo di Arezzo. Non sarebbe stato più corretto affidare la direzione dell’incontro ad un giudice di gara appartenente, per fare due esempi, alla sezione di Monza o Cremona? Diverse le proteste dei tifosi giunte in redazione. Il pensiero è però unanime: “I vertici della Lega Pro, capitanati da Francesco Ghirelli vogliono uccidere un campionato già gravemente in difficoltà a causa della pandemia che dura ormai da più di un anno”.



