Dimissioni in blocco– come richiesto lunedì scorso dal governatore della Lombardia Attilio Fontana– per il Cda di Aria Spa, la società sotto accusa per i disagi che si sono verificati durante la campagna vaccinale della Regione. Lo ha annunciato il vice presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale della Lombardia Marco Colombo nel corso di un’audizione. Da oggi Lorenzo Gubian sarà amministratore unico e dg di Aria “fino all’approvazione del bilancio”. Lo ha spiegato lui stesso in Commissione al Pirellone. E a chi gli chiedeva se potesse conservare i due ruoli ha detto: “Mi risulta che le due posizioni siano compatibili. Per ora ricopro i due ruoli. In ogni caso non è una decisione che mi spetta personalmente“. Gubian, affrontando il tema dei disservizi che si sono verificati nelle prenotazioni durante la campagna vaccinale, ha affermato che “l’errore zero è impossibile con questi numeri. Stiamo lavorando per ridurre gli errori al minimo. Possono capitare su 1,3 milioni di eventi (ovvero il numero di dosi somministrate fino ad ora, ndr). Siamo partiti con tempi compressi in un sistema che si è ampliato su un livello di complessità fin dall’inizio. Se guardiamo i volumi siamo in crescita come capacità di fuoco giornaliera. Ovviamente ci sono stati disguidi che non vogliamo nascondere. Disguidi nella raccolta e nelle configurazioni delle agende”. Gubian sulla modalità di prenotazione del vaccino in Lombardia ha spiegato: “L’idea è stata quella di andare ad invito. Una decisione maturata perchè altrimenti si sarebbe generato un click day con arrivi centellinati di vaccini. Quello che al momento non era noto era il numero di centri vaccinali ed ambulatori attivi, ad oggi più di 200, che avrebbero dovuto gestire le somministrazioni. Raccogliere e configurare agende di un sistema così complessi ha portato ad errori materiali. Qualche volta però anche le Asst hanno indicato le date di attivazioni sbagliate che hanno portato a problemi di sovraffollamento o sottoallocazione”. “E’ stata l’Unità di Crisi a decidere di partire da subito con la vaccinazione (il 18 febbraio anziché l’1 marzo come inizialmente previsto, ndr). La compressione dei tempi è stata una difficoltà in più, ma la si è accettata, valutando i rischi, per poter iniziare prima la campagna vaccinale”, ha aggiunto Gubian in audizione. “In questo momento a tirare le fila dell’Unità di Crisi è il dottor Bertolaso, che fa le proposte. All’interno dell’Unità di Crisi è presente anche il dg Welfare che poi fa la sintesi”, ha aggiunto il neo amministratore unico di Aria. “La prima volta che è stata fatta valutazione del sistema di Poste Italiane mancavano alcuni servizi, come la gestione del magazzino, quella degli inviti e l’anamnesi. Motivo per cui si è deciso di non tenere inizialmente conto di quella proposta”, ha spiegato ancora il direttore generale e amministratore unico di Aria Spa. “Non è che quella proposta non fosse strutturata, è che non aveva alcune funzionalità che erano state richieste e – ha aggiunto – non si riusciva a strutturarle nei tempi previsti, per questo si è deciso di procedere in modo diverso. In un mese di tempo Poste è riuscita a sviluppare le funzionalità richieste e quindi ora, dal primo aprile saranno pronti con la loro piattaforma”.


