Questa mattina intorno alle 9.30 diversi ristoratori e gestori di servizi pubblici di Milano, Sesto San Giovanni e del resto dell’hinterland si sono dati appuntamento sotto Palazzo Lombardia per far sentire la propria voce e per chiedere aiuti più concreti. Con striscioni e megafoni hanno manifestato il proprio dissenso rispetto alla gestione della crisi causata dalla pandemia in corso. “Siamo stremati. Senza ulteriori sostegni il nostro settore muore”, affermano in coro gli esercenti. “Le misure economiche adottate fino ad oggi per ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, discoteche, pub, gelaterie e locali serali non sono sufficienti per evitare il fallimento di migliaia di attività”– denuncia Alfredo Zini, ristoratore e promotore del presidio-.

“Si continua solo a parlare e a non agire con tempestività. In questi mesi si è parlato solo del cambio di nome di “ristori” e “sostegni” ma al momento non abbiamo nemmeno i parametri su come verranno erogati”. Le richieste dei commercianti sono rivolte a Governo, Regione, Comuni e prefetti. “Chiediamo al presidente Fontana-spiega Zini- di sostenere una riforma della Legge Bersani che garantisca una moratoria affinchè non ci siano nuove aperture nel settore, così da garantire la sopravvivenza delle attività presenti fino ad oggi. Oltre a tutte le misure economiche e di sostegno che Regione Lombardia possa mettere in campo”. Infine si chiede ai sindaci “di rivedere le tassazioni locali di Tari e Cosap” e ai prefetti “di intensificare i controlli contro il dilagare di un abusivismo di massa”.



