Una brutta malattia causata dall’amianto se lo è portato via. Franco Rizzieri, scomparso lo scorso febbraio all’età di 77 anni, non ha mai lavorato un giorno in fabbrica. Eppure è venuto a contatto con la fibra killer. Da circa due anni Rizzieri lottava contro un mesotelioma peritoneale che, purtroppo, non gli ha lasciato scampo. Il suo corpo era ormai debilitato dalle ripetute operazioni a cui si è dovuto sottoporre e dai cicli di chemioterapia. “L’aspettativa di vita era di sole tre settimane, racconta commosso il figlio, Francesco Rizzieri-. Nonostante tutto papà è riuscito a rimanere con noi per ancora due anni. E questo grazie anche e soprattutto alla professionalità e alla preparazione dei medici e degli infermieri che operano all’ospedale di Sesto. Vorrei ringraziare pubblicamente i reparti di Oncologia e Medicina Interna per le cure e le attenzioni riservate a mio padre. Gli hanno dato la possibilità di rimanere ancor più tempo con noi”. Come in tanti sicuramente sanno, Franco Rizzieri, ereditando dai genitori l’edicola, per tanti anni ha vissuto la storia e lo sviluppo dei giornali. Un uomo intelligente con il quale era piacevole intrattenere discorsi. Una persona che non si limitava a vendere i quotidiani ma ne era anche un gran lettore. Ne sfogliava cinque, sei, sette al giorno. Voleva costantemente tenersi informato sui fatti di attualità. La sua unica sfortuna è stata quella di lavorare fino al 1983 in una biglietteria-edicola dell’Atm (in affitto), chiusa in seguito, ed essere esposto alle polveri di talco inquinato da fibre di amianto. Rizzieri dal 1971 abitava in viale Marelli a Sesto, in precedenza zona di fabbriche, a poche centinaia di metri dall’azienda Breda fucine e siderurgica all’interno della quale si è registrata la morte di diversi lavoratori a causa dell’amianto. L’edicolante aveva spesso denunciato questo fatto allo sportello del Comitato per la Difesa della Salute nei luoghi di Lavoro e nel Territorio: “Quando la mattina apro le porte dell’edicola le riviste e gli arredi sono ricoperti di una polverina che ogni giorno provvedo a pulire con un panno. Inoltre l’edicola è un immobile in cemento che non ha controsoffittatura”, aveva raccontato in vita. Rizzieri, nonostante fosse consapevole del pericolo che correva, ha continuato a svolgere in modo egregio il proprio mestiere. E per questo i tanti cittadini che hanno avuto modo di conoscerlo ne conserveranno un ricordo ancor più piacevole.
Diego Mandarà


