“Incapace di stare a giudizio”
“Incapace di stare a giudizio”. E’ quanto stabilito dai magistrati del Tribunale di Monza per R.M, l’uomo di 75 anni che nel gennaio del 2018 svitò un rubinetto del tubo del gas provocando l’esplosione di una palazzina situata in via Villoresi 46 a Sesto San Giovanni. Lo scoppio causò il ferimento di sei persone residenti nell’edificio. Sottoposto a perizia psichiatrica, l’uomo era già stato dichiarato incapace di intendere e di volere al momento del fatto. Ora il R.M è stato ritenuto incapace di stare a giudizio. Stando così le cose i giudici del Tribunale monzese hanno dovuto disporre un nuovo rinvio del processo per il prossimo maggio in attesa di un miglioramento delle condizioni mentali del 75enne, imputato per disastro doloso.
Nessuna residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza è pronta ad accogliere l’uomo
Attualmente l’autore dell’insano gesto, che viveva al quinto piano della palazzina esplosa, è ricoverato in una clinica per anziani ad Asti, in Piemonte. Nessuna residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, ovvero quelle strutture che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari, accetta di accoglierlo, come disposto dal Tribunale, in quanto l’uomo è ritenuto infermo di mente e socialmente pericoloso. La struttura nella quale è ora ospitato non è abilitata a somministrare terapie psichiatriche. Ogni richiesta di trasferimento in un centro adeguato, con preferenza in Lombardia, è stata respinta. Così come quella di farlo tornare sotto la tutela del Centro psico sociale di Sesto San Giovani dove era ricoverato prima di commettere il disastro doloso. In questo modo non è possibile capire se, attraverso una cura con adeguati farmaci, la sua capacità di stare a giudizio potrà in futuro migliorare. Nel frattempo le persone rimaste ferite nell’esplosione attendono un risarcimento danni.


