Un nuovo episodio di intolleranza a Cinisello nell’arco di pochi giorni
A distanza di pochi giorni dalla celebrazione del Giorno del Ricordo e degli attacchi antisemiti sul web durante un incontro sulla Shoah, a Cinisello Balsamo si è verificato un nuovo episodio di intolleranza. Questa mattina infatti la targa collocata nel giardino dedicato ai Martiri delle Foibe in memoria di Norma Cossetto, in via Einstein, è stata coperta da un cartello ingiurioso.

Il Comune: “Condanniamo fortemente questo gesto”
“L’Amministrazione comunale condanna fermamente questo gesto che offende la memoria delle vittime e che cancella la storia-dichiarano dal Comune-. Il cartello è stato prontamente rimosso e le immagini delle telecamere sono al vaglio delle forze dell’ordine al fine di rintracciare i responsabili”.
Ghilardi: “C’e ancora qualcuno senza testa nè memoria”
“Dopo tanti anni di oblio, la tragedia collettiva delle Foibe, insieme all’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre, è diventata un capitolo di storia nazionale-ha commentato il sindaco di Cinisello Giacomo Ghilardi-. Purtroppo c’è ancora qualcuno, senza testa nè memoria, che continua a negare questi fatti e ne fa oggetto di censura e pregiudizio ideologico. Così come avevo espresso la mia posizione di denuncia per l’intolleranza manifestata nei confronti delle vittime della Shoa, anche oggi ritengo di dover ricordare quanto sia importante sostenere i valori che entrambe le celebrazioni della Giornata della Memoria e del Giorno del Ricordo portano con sè”.
Il pensiero dell’assessore regionale De Corato sulla vicenda
Sulla vicenda si è espresso anche l’assessore di Regione Lombardia al Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale Riccardo De Corato: “Quanto successo a Cinisello Balsamo a soli 5 giorni dal Giorno del Ricordo dei Martiri delle Foibe è davvero vergognoso. Questo gesto rientra nell’ambiguità che su questa tragedia continua a serpeggiare nel nostro Paese e supporta quel pensiero secondo il quale i massacri delle Foibe, alla fine, sono stati una risposta che ci siamo andati a cercare. Esprimo tutta la mia solidarietà agli esuli istriani e giuliano-dalmati che oggi rivivono ancora quella tremenda sensazione di quando nel 1947 i treni che li strappavano dalle loro terre venivano definiti “convogli della vergogna” al punto che l’Unità scrisse in un titolo “Chissà dove finirà quel treno di fascisti”.


