Il giornalista, politico, scrittore e sindacalista Emanuele Macaluso è morto stanotte a Roma all’Ospedale Gemelli all’età di 96 anni. Era ricoverato per problemi cardiaci aggravati dai postumi di una caduta. Nato a Caltanissetta il 21 marzo del 1924, fu esponente del Partito Comunista sin dai tempi della clandestinità e venne chiamato da Palmiro Togliatti alla Segreteria divenendone uno tra i più giovani componenti. Il 1 maggio del 1947 fu tra i testimoni della strage di Portella della Ginestra quando il bandito Salvatore Giuliano sparò contro la folla uccidendo 11 lavoratori e ferendone molti altri. Macaluso si iscrisse al Partito Comunista d’Italia prima della caduta del Regime fascista. Iniziò la sua carriera politica nel 1951 come deputato regionale siciliano del Partito Comunista Italiano. Membro della corrente riformista del partito, di cui faceva parte anche Giorgio Napolitano, nel 1960 entrò nella Direzione del partito. Parlamentare nazionale per sette legislature (1963-1992), fu anche direttore de l’Unità dal 1982 al 1986 e ultimo direttore de Il Riformista dal 2011 al 2012. Quando il Pci si sciolse, aderì al Pds.
Pietro Paolo Poidimani, medico e giornalista, in una nota su Facebook ha così ricordato la figura di Emanuele Macaluso: ” La politica si inchina ad una personalità di grande carisma, un vero intellettuale che militò e partecipò alle grandi “battaglie” per la conquista dell’emancipazione e della libertà nel Dopoguerra del secolo scorso. Emanuele Macaluso é scomparso alla veneranda età di 96 anni. Nella Sicilia quasi feudale degli anni ’50, il giovane nisseno percorse la carriera politica dalle lotte contadine e sindacali, poi le lotte politiche, sempre con schiettezza morale ed intellettuale. Modalità di vita che lo fecero amare dal Mondo dei meno fortunati ,degli indifesi lavoratori e lavoratrici , rispettato dagli avversari politici ,temuto da coloro che hanno minato la Libertà nel buio del disprezzo ideologico.
Fu allievo di Girolamo Li Causi , di Giuseppe Di Vittorio nella CGIL. Con Pio La Torre grande e leale amico nelle lotte sindacali in Sicilia contro la Mafia e la mentalità mafiosa e malandrina. D’accordo ed in sintonia con Leonardo Sciascia. Fu sempre in prima linea con i “padri” della Sinistra Italiana. Da Togliatti a Longo, da Terracini a Pietro Ingrao, da Amendola a Berlinguer che nutriva stima particolare per Lui . Oggi lo piange la Vera Politica. Oggi lo piange la Sicilia e Caltanissetta, sua città natale. Ma a piangerlo è soprattutto il cittadino qualunque,oggi orfano della Politica”.


