E’ polemica tra maggioranza ed opposizione del Comune di Sesto San Giovanni sulla questione dell’aumento della Tari, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti. Il sindaco Roberto Di Stefano ha infatti annunciato un incremento sulla tassazione della tariffa di novembre. Interviene subito il PD per criticare la decisione: “Il Comune ha aumentato- ha commentato il partito di opposizione – la Tari mediamente del 50% per le utenze domestiche e gli sconti sbandierati per gli esercenti sono inferiori a quelli preannunciati. Una famiglia composta da 4 persone, se nel 2019 pagava 315 euro, quest’anno ne deve versare ben 500. Già a giugno avevamo denunciato la vicenda. Ormai abitare a Sesto è un lusso. E’ ingiusto tassare le famiglie in questo periodo di crisi”. Immediata la replica della maggioranza: “La rimodulazione della Tari tra utenze domestiche e non domestiche è stata applicata per ristabilire un equilibrio tra chi consuma e chi produce più rifiuti. Questo si è tradotto- ha spiegato l’assessore al Commercio del Comune di Sesto Maurizio Torresani- in un vantaggio di circa il 20% per le utenze non domestiche, con punte anche del 27% nelle attività commerciali. Questa attività ha un valore circa di 833 mila euro”. Ma cosa ne pensano i cittadini? Come spesso accade i pareri sono contrastanti. “Mi sarei aspettata- ha detto una signora che abita nella zona del Rondò di Sesto, attualmente in cassa integrazione-, almeno in questo anno difficile, un trattamento diverso. Non è possibile che io mi ritrovi a dovere pagare più del 2019 se prima, con gli indicatori presi in considerazione, pagavo il tributo in base ai metri quadrati della mia abitazione, ora la differenza la fa il numero da cui è composto il nucleo familiare a cui appartengo. Il metro adottato per il conteggio dei tributi è, a mio modesto parere, discutibile”. Di pensiero opposto è invece un uomo di mezza età, residente in zona Rondinella, marito e padre di due figli:”Trovo che aumentare la tassa Tari non sia stata una scelta campata per aria. E’ ovvio che se si applicano degli interventi di alleggerimento in favore dei commercianti locali si dovranno poi riversare tasse altrove. Certo, non dico che mi faccia piacere pagare di più rispetto all’anno scorso. Però, da un certo punto di vista, è corretto andare a creare una sorta di equilibrio finanziario”.


