Dai primi sintomi al “travagliato” ricovero
E’ morto nella solitudine di una stanza di ospedale Virginio, 85 anni. Originario di Cinisello Balsamo, l’uomo aveva contratto il Coronavirus ed era ricoverato nel reparto di Medicina della clinica Multimedica di via Milanese a Sesto San Giovanni. A riportare la notizia è il quotidiano “Il Giorno”. Purtroppo le complicazioni dovute alla malattia non hanno permesso a Virginio di salvarsi. Ma il figlio Ivano non ci sta. Crede che, nonostante l’età avanzata, si sarebbe potuto fare di più per curare il padre. “Aveva 85 anni ma era una persona sana. Non era mai stato ricoverato in un ospedale”, ha spiegato Ivano. Lo scorso 8 novembre Virginio ha accusato i primi sintomi: febbre, debolezza e, in ultimo, difficoltà respiratorie. L’iter per il ricovero è stato però travagliato. I familiari hanno dovuto contattare per tre volte i sanitari prima di poter usufruire di un trattamento ospedaliero. “La prima volta- ha raccontano il figlio Ivano al “Giorno”- il 10 novembre, i lettighieri del 118, dopo aver constatato che la saturazione di mio padre era buona, hanno deciso di lasciarlo nel letto di casa. Un giorno più tardi il nostro medico di famiglia ha richiesto l’intervento di un Usca, il medico di continuità assistenziale, che lo ha visitato solo per pochi istanti, senza nemmeno auscultargli i polmoni. Quindi ha disposto di dargli l’assistenza dell’ossigeno, senza richiedere un ricovero. Solo alla terza chiamata siamo riusciti ad ottenerlo. Troppo tardi”.
Il peggioramento delle condizioni e il decesso
Dal 12 novembre Virginio era ricoverato alla Multimedica di Sesto. Giorno dopo giorno le sue condizioni si sono fatte sempre più gravi. Il personale medico che assisteva l’85enne, carente di ossigeno, ha ritenuto inadeguato l’utilizzo del casco apposito in quanto, secondo i dottori, stava creando ancora più sofferenza al paziente. Poi la chiamata ad Ivano, quasi di resa, di una dottoressa della Multimedica: “E’ stata una telefonata surreale- ha detto Ivano ripensando a quegli attimi–. Ho ricevuto la notizia che a mio padre era stato tolto il casco. Per un uomo di 85 anni l’intubazione è fortemente controindicata. Anzi, dal tono con cui mi è stato riferito, inutile. Mi è stato detto con molta chiarezza che per lui un posto in terapia intensiva non era disponibile”. A nulla sono valse le ultime, disperate, estreme richieste di Ivano rivolte ai medici affinchè intubassero il padre. Virginio si è spento ieri mattina, senza nessun familirare al suo fianco.


