La notizia, pubblicata ieri sul nostro quotidiano, sulla rabbia dei commercianti sestesi in merito alla decisione del Governo di sospendere le attività alle ore 18, ha raccolto numerosi consensi. Ristoratori, baristi e tante altre categorie sono state travolte dal Dpcm. Per questo Sestonotizie intende stare al loro fianco dando voce a chi non ne ha più. Una lunga notte, quella tra sabato e domenica, che ha travolto un intero Paese, un’intera città e ha un unico ‘nemico’: chi fa impresa e produce reddito per le famiglie. Bar, piccoli e grandi ristoranti, fast food, trattorie, catene di ristorazione, gelaterie, locali notturni, pub, palestre, cinema e molti altri imprenditori: tutti su un’unica barca, quella del non ritorno.
A Sesto San Giovanni, città di 80mila abitanti, l’indotto di ristoratori e baristi si aggira intorno a diversi milioni di euro e coinvolge migliaia di persone, che devono essere tutelate. Sestonotizie ha deciso di dare spazio a chi, colpito da decisioni inique, vuole dire la sua. Scriveteci una mail ([email protected] o [email protected]), spiegateci la vostra situazione, le vostre preoccupazioni e noi pubblicheremo i vostri articoli. Il nostro appello è quello di non mollare e di resistere, siete importanti per la nostra metropoli. Il coronavirus va combattuto e prevenuto, ma i cittadini devono essere protetti.


