La crisi da Covid-19 sta ridisegnato la vita di tutti, in tutto il mondo. Anche nel mondo dell’edilizia residenziale. In tempi di Covid-19, è meglio comprare casa o andare in affitto? Partiamo da quest’ultima opzione. Perchè la pandemia in Italia, almeno per ora, non ha ancora condizionato il prezzo degli affitti degli appartamenti nelle grandi città. E’ quanto emerge dalla ricerca effettuata dall’Osservatorio sulle locazioni residenziali di immobiliare.it e mioaffitto.it. E’ un paradosso, un trend inversamente proporzionale: da un lato, in seguito alla precarietà economica, è in picchiata la domanda di case. Dall’altro, però, l’offerta dei proprietari è aumentata ovunque. In particolare, a Milano, con una disponibilità di appartamenti in locazione aumentata del 68,7% negli ultimi 6 mesi. Per non parlare dei prezzi: sempre nel capoluogo meneghino, per un bilocale da 65 metri quadri ci vogliono in media 1.267 euro mensili. Se vi pare poco…
Rimanendo a Milano, ormai non vi è più differenza tra richieste di appartamenti in affitto e in vendita. Nell’ultimo semestre, infatti, le locazioni hanno la meglio per un modesto +0,5%. Nonostante ciò, non si è ancora assistito a un calo dei prezzi, altamente preventivato dagli operatori del settore. La variazione si è infatti fermata a +1%. Insomma, i proprietari di abbassare i canoni proprio non ne vogliono sapere: rimangono speranzosi in una veloce ripresa dell’economia. Ma se Milano, con i suoi 1.267 euro per un bilocale, rimane un caso isolato, nelle altre grandi realtà le cose non è che vadano molto meglio. Anche qui l’offerta risulta in aumento (+14,2% in sei mesi) e i prezzi sono praticamente fermi rispetto a marzo 2020. Nei centri principali, affittare un bilocale costa mediamente 839 euro al mese. Rispetto a Milano, però, da Torino a Genova e Firenze, da Roma a Bologna, sino a Napoli e passando per Palermo e Bari, è più evidente la crisi della domanda. Le richieste sono scese in sei mesi del 13,2%.
Altro capitolo, le città più piccole (tra queste, lo studio contempla L’Aquila, Potenza, Catanzaro, Trieste, Ancona, Campobasso, Cagliari, Trento, Perugia, Aosta). In questi centri, domanda e offerta seguono gli stessi trend delle grandi località. Ma cambiano i prezzi. Sebbene una variazione semestrale del 4,8% in positivo non comporti un evidente rialzo dei canoni di locazione, fermi a cifre ben distanti da quelle dei grandi centri (478 euro al mese per un bilocale), la ripresa partita poco prima della pandemia non sembra essersi arrestata. In provincia e nei piccoli centri la domanda, nel post Covid, ha subito l’oscillazione negativa più evidente con un calo del 13,5% rispetto allo scorso marzo. Qui l’offerta non ha evidenziato particolari variazioni e in sei mesi è rimasta praticamente ferma (+0,5%). Si registra, invece, una lieve ripresa dei prezzi, iniziata nel periodo precedente alla pandemia. La variazione semestrale è stata pari al 6,8% ma le cifre rimangono ben lontane da quelle delle città. Per un bilocale da 65 metri quadri bastano 419 euro al mese.
I NOSTRI SOLDI è una rubrica dedicata all’economia, con l’obiettivo di fornire indicazioni utili ai lettori su come spendere al meglio i loro soldi, fare investimenti e risparmiare. In tal senso, ci avvarremo della competenza dei consulenti di VALORIMPRESA CONSULTING SRL, società specializzata nella consulenza di impresa, nel supporto alle imprese nell’ambito della ristrutturazione del debito bancario e dell’equity funding.


