”Bene Lombardia e Veneto, ma il Governo
adesso, e in tempi rapidi, prenda una decisione univoca. Una partita di
calcio è tale in Emilia Romagna, in Veneto come in Lombardia o nel
Lazio o in Calabria. Non può essere che, per una gara della stessa
categoria e dello stesso campionato, a Parma o Reggio Emilia o in
Veneto possano accedere mille persone e nel resto d’Italia, magari no.
A meno che ci siano motivazioni ‘sanitarie’ riguardanti singole aree
geografiche”. Lo ha detto Amedeo Mangili, vicepresidente della Pro Sesto,
club professionistico di Serie C, da settimane in prima linea per
ottenere una, seppur graduale, riapertura degli stadi al pubblico. ”Il Governo – ha proseguito Mangili – deve indicare subito un modello, applicabile a seconda delle dimensioni degli impianti e degli eventi,
per tutto il Paese. Serve un linea comune, lo sport e il calcio chiedono omogeneità e certezze.”
Già da lunedì prossimo si lavorerà,
sempre secondo quanto si è appreso, anche per applicare le stesse misure negli stadi per le partite di serie B e C. Restano ferme le disposizioni sulla sicurezza come il
distanziamento, l’utilizzo delle mascherine e il controllo della temperatura con termoscanner. Alla videoconferenza, convocata dal ministro per le Autonomie
Francesco Boccia, erano presenti i ministri Spadafora e Speranza, rispettivamente di Sport e Salute, il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e, tra i governatori, Fedriga, Marsilio, Toma, Bardi, Cirio e Fontana.


