Questa mattina a Sesto San Giovanni per circa 6.500 studenti è suonata la prima campanella del nuovo anno scolastico. Dopo mesi di lezioni a distanza è finalmente arrivato il momento di rientrare in aula. Tra gli alunni già integrati c’è tanta emozione nel rivedere, a distanza di tanto tempo, i propri compagni. Appaiono, invece, più spaesati i remigini delle classi prime che dovranno approcciarsi ad un ambiente del tutto nuovo. Delicato anche il ruolo degli insegnanti che dovranno gestire una situazione difficile. Nell’anno della pandemia sono tante le incertezze che aleggiano sulla riapertura delle scuole. Ciononostante, tra distanziamenti, mascherine, gel igienizzanti e ingressi separati, la voglia di ricominciare è tanta. Ne è convinto anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che stamane, accompagnato dall’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Melania Rizzoli, è intervenuto all’inaugurazione dell’anno scolastico all’Istituto di Istruzione Superiore Giuseppe Luigi Lagrange di Milano. La struttura ospita, oltre a un liceo scientifico con indirizzo in scienze applicate e sportivo, un Istituto tecnico settore tecnologico e un istituto professionale per i servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera. “E’ ricominciata la scuola- ha dichiarato il governatore lombardo- e ho sempre detto che la ripresa delle lezioni è fondamentale per dare la sensazione di un ritorno alla normalità: professori, dirigenti scolastici, personale amministrativo hanno lavorato in maniera positiva, nonostante qualche problema evidente come la copertura delle classi e altre criticità che avrebbero dovuto trovare soluzione con più largo anticipo. I ritardi hanno causato non pochi problemi”. Fontana sottolinea poi la mancanza di molti insegnanti nelle scuole “Lo dico da tempo: se ci fosse maggiore autonomia sicuramente non vivremmo queste preoccupazioni. Mi aspettavo che il Governo arrivasse prima alla preparazione dell’inizio dell’anno scolastico. Le scelte su questioni come l’individuazione delle graduatorie andava fatta a luglio e non all’ultimo momento, soprattutto in un anno particolare come quello della pandemia. Uno dei problemi più gravi è la mancanza di insegnanti, al di là delle vicende relative alla questione dei banchi. Io stesso sono andato a scuola per 13 anni utilizzando un banco singolo”.





