“Mi trovo ancora una volta costretto a replicare alla comunicazione pervenutami dall’avv. Calcagno ed al conseguente comunicato stampa pubblicato da AIC riferito alla richiesta di abolizione delle liste di giocatori utilizzabili nel Campionato di Serie C nella stagione 2020/2021. Voglio subito evidenziare che nel drammatico contesto che stiamo vivendo trovo la minaccia di sciopero dell’Aic assolutamente irresponsabile ed irricevibile”. E’ questa la dura risposta del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, allo stato di agitazione annunciato dall’Aic e la minaccia di sciopero per i giocatori della Serie C. “Innanzitutto- spiega Ghirelli- non risponde al vero la circostanza che la Lega Pro sia rimasta in silenzio. Sul nuovo regolamento mi sono confrontato in prima persona con l’avv. Calcagno e in una successiva riunione collegiale alla quale hanno altresì partecipato alcuni membri del direttivo di Lega e dell’AIC, il DG dell’AIC ed il segretario della Lega Pro, Emanuele Paolucci. In tali occasioni abbiamo per l’ennesima volta spiegato le ragioni che hanno spinto il direttivo a proporre il nuovo regolamento che, voglio sottolinearlo nuovamente, è stato democraticamente votato ed approvato dall’assemblea dei club di Lega dopo un costruttivo confronto che ha portato alcuni correttivi al regolamento stesso”.
“Ricordo- sottolinea il numero uno della Lega Pro- che da febbraio-marzo i club hanno avuto incassi da botteghino pari a zero e la prospettiva prossima futura non sembra rosea al momento. In questi mesi i nostri club hanno sofferto molto, pur avendo conquistato la Cassa Integrazione (voglio dimenticare le assurde resistenze in merito), alcune riduzioni dei costi e strumenti di incentivazione. L’economia del nostro paese è al collasso, le aziende italiane continuano a chiudere, i nostri presidenti-eroi continuano a sostenere ingenti spese alle quali si devono aggiungere gli insostenibili costi derivanti dall’applicazione del protocollo professionistico. Protocollo, che mi preme rammentarlo, tutela la salute dei calciatori in modo ancora più stringente di quella delle categorie di lavoratori più esposte ed in prima linea nella lotta al Covid. Ma nonostante ciò le nostre società continuano ad investire garantendo ai calciatori (ed alle altre decine di figure tra tecnici e dirigenti) il mantenimento del proprio posto di lavoro. In questa situazione l’AIC cosa fa invece di ringraziarli? Minaccia lo sciopero. La ragione? Perché il nuovo regolamento potrebbe (secondo la loro miope visione che facilmente verrà confutata) portare ad un ”impoverimento tecnico della categoria” e potrebbe portare alla mancata conferma di una parte dei calciatori che, aggiungo io, non sono mai stati utilizzati dai club nella scorsa stagione. Perché è inutile parlare utilizzando facili slogan. Veniamo ai dati oggettivi che hanno portato i club ad approvare questo nuovo regolamento il cui obiettivo principale è quello di contenere i costi senza intaccare il livello qualitativo: Nel girone d’andata della stagione 2019/2020 le rose dei club erano composte in media di 25,32 calciatori per squadra con contratto professionista oneroso. L’utilizzo medio di ciascun calciatore è stato del 42,89%, ovvero 733,40 minuti giocati sui 1710 minuti totali. Una media di 3,57 calciatori per squadra è stata utilizzata per meno di una gara ovvero 85,50 minuti. Tradotto: quasi 4 giocatori a squadra non hanno mai giocato. La rosa media dei calciatori professionisti con contratto oneroso rivista sarebbe quindi di 21,75. Gli emolumenti medi per ogni calciatore professionista sono di circa 55.000 euro lordi annui”


