“E’ sempre più necessario affrontare le criticità che stiamo incontrando in relazione all’applicazione dei protocolli. In tal senso dalla Lombardia, per il mondo dei dilettanti, giunge un importante segnale di attenzione, ora ci attendiamo lo stesso avvenga anche per i professionisti”. Lo dice, a proposito della situazione riguardante il coronavirus, Amedeo Mangili, medico e vicepresidente della Pro Sesto, neo promossa in Serie c, commentando la notizia dell’incontro avvenuto a Milano tra gli assessori regionali Martina Cambiaghi (Sport) e Giulio Gallera (Welfare) e i vertici del Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti di calcio sul tema Covid in relativa gestione organizzativa.
“Da giorni – spiega Mangili – il nostro Comitato Medico Scientifico, creato principalmente per affrontare il post-emergenza e composto fra l’altro da virologi e igienisti, ha scritto alla Federazione Italiana Giuoco Calcio e alla Lega Pro per evidenziare le molteplici difficoltà connesse al rispetto delle regole previste per il calcio professionistico, dove sono previsti, tra l’altro, esami sierologici che, come dimostrato da diversi studi, risultano avere nel nostro contesto una scarsa validità diagnostica”.
“L’ho detto in passato e lo ribadisco oggi – conclude il vicepresidente della Pro Sesto, che fra l’altro nei giorni scorsi ha riscontrato due calciatori positivi al coronavirus – il nostro obiettivo è quello di tutelare e garantire la salute dei nostri atleti e dell’intera collettività. Ma il modello propostoci non ci convince, soprattutto se rapportato a strutture come la nostra o come molte altre che militano in Lega Pro”.


