Via libera del consiglio comunale di Sesto San Giovanni al nuovo studentato universitario nell’area dell’ex Magneti Marelli, all’angolo tra viale Italia e viale Ercole Marelli. Nella seduta di giovedì 29 ottobre è stato approvato il permesso di costruire convenzionato per la realizzazione della struttura, che dovrebbe accogliere circa mille studenti fuori sede a partire dall’anno accademico 2029/2030. Il progetto ha però alimentato il confronto politico, con le opposizioni che contestano soprattutto i prezzi previsti per le camere e la limitata disponibilità di alloggi a canone agevolato.
Sesto San Giovanni, via libera al nuovo studentato ex Marelli
L’intervento riguarda l’ex edificio industriale successivamente utilizzato come sede di Impregilo, rimasto inutilizzato per anni e già interessato dalle operazioni di demolizione. Come anticipato da SestoNotizie, la nuova struttura comprenderà 857 camere suddivise in cinque tipologie, delle quali 86 convenzionate.
Il progetto prevede inoltre spazi comuni, servizi per gli studenti e aree destinate ad attività ricreative e culturali. Secondo i dati illustrati dall’amministrazione, la superficie drenante aumenterà di circa il 150% rispetto al precedente edificio, mentre la nuova costruzione sarà realizzata senza occupare ulteriore suolo. Sono previste anche opere pubbliche per circa 1,7 milioni di euro, tra cui la riqualificazione della viabilità nell’area di viale Marelli. L’amministrazione prevede di raggiungere entro il 2030 una disponibilità complessiva di circa 5mila posti letto universitari, sostenendo che l’aumento dell’offerta potrà contribuire a ridurre la pressione sui prezzi degli affitti.
Critiche dall’opposizione sulle camere convenzionate
Non mancano però le critiche da parte dell’opposizione. Al centro della questione c’è soprattutto il numero delle camere convenzionate, che rappresentano circa il 10% della disponibilità complessiva. La riduzione del 20% rispetto alle tariffe di mercato, secondo gli esponenti dell’opposizione, non garantirebbe infatti prezzi accessibili alla maggior parte degli studenti.
Michele Foggetta, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, aveva già sollevato la questione nei giorni precedenti, dichiarando a Fanpage che anche le camere convenzionate potrebbero costare tra 800 e 900 euro al mese. Si tratta di una stima basata sui prezzi di mercato, non di tariffe definitive già comunicate dal gestore. Secondo Foggetta, il progetto rischia quindi di aumentare i posti disponibili senza rispondere adeguatamente alle esigenze degli studenti con minori possibilità economiche. Il consigliere aveva inoltre chiesto chiarimenti sulla percentuale degli alloggi convenzionati, sostenendo che inizialmente si fosse ipotizzata una quota del 15%, successivamente scesa al 10%. Un’altra perplessità riguarda la durata decennale della convenzione e la destinazione della struttura una volta terminati i vincoli previsti.
Sul progetto è intervenuto anche Paolo Vino, candidato sindaco e portavoce di Valore Sesto, secondo il quale la realizzazione di nuovi studentati rappresenta un’opportunità per la città, ma avrebbe richiesto maggiori garanzie sull’accessibilità economica. «Il problema riguarda soprattutto una fascia troppo spesso dimenticata: gli studenti che superano le soglie per accedere al diritto allo studio, ma appartengono a famiglie che difficilmente possono sostenere 800, 900 o 1.000 euro al mese per il solo alloggio», ha dichiarato Vino.
Il portavoce di Valore Sesto propone l’introduzione di una fascia intermedia di canoni calmierati, destinata anche agli studenti che non rientrano nei requisiti per le agevolazioni legate al diritto allo studio. Ha inoltre chiesto chiarimenti sullo studentato di via Milanese, inaugurato recentemente, dove erano stati annunciati 72 posti convenzionati a una tariffa non superiore a 300 euro mensili e, successivamente, anche alcuni posti gratuiti per studenti a basso reddito. Vino chiede di verificare se quelle condizioni siano state effettivamente mantenute.
Il dibattito riguarda anche il ruolo che le nuove residenze universitarie potranno assumere nella vita cittadina. Foggetta ha espresso il timore che Sesto San Giovanni possa diventare una città dormitorio per gli studenti che frequentano gli atenei milanesi, senza sviluppare un rapporto stabile con il territorio. Vino ha invece richiamato le possibili ricadute sul commercio e sulle attività locali, sostenendo che affitti elevati ridurrebbero le risorse economiche a disposizione degli studenti per frequentare negozi, ristoranti e servizi della città.

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