Arci Milano rischia la chiusura per un debito di quasi 380mila euro nei confronti del Comune di Sesto San Giovanni, legato alle bollette elettriche del Carroponte, l’area concerti di via Granelli gestita in passato dall’associazione. Dopo una controversia giudiziaria durata anni e conclusa con una sentenza della Corte di Cassazione favorevole al Comune, Arci ha presentato un ricorso al Tar della Lombardia per ottenere una nuova valutazione della propria richiesta di rateizzazione. L’associazione ha inoltre annunciato un esposto alla Corte dei conti e avviato una raccolta fondi per sostenere le proprie attività.
Arci Milano ricorre al Tar contro Comune di Sesto: la vicenda
La vicenda risale agli anni in cui Arci Milano gestiva il Carroponte, fino al 2018. Al centro della controversia ci sono le spese per l’energia elettrica sostenute dal Comune durante la precedente gestione, in particolare tra il 2010 e il 2016. Nel 2017, dopo l’insediamento della Giunta guidata da Roberto Di Stefano, l’amministrazione aveva contestato il mancato pagamento delle utenze, chiedendo il rimborso delle somme anticipate. Nel gennaio 2018 le parti avevano sottoscritto un accordo per determinarne l’importo, successivamente contestato da Arci soprattutto per i criteri utilizzati nel calcolo dei consumi.
La questione è arrivata davanti al Tribunale di Monza, che ha condannato l’associazione al pagamento di 226.799,88 euro. La decisione è stata confermata dalla Corte d’Appello di Milano nel 2023 e, da ultimo, dalla Corte di Cassazione, che a metà ottobre 2026 ha respinto il ricorso di Arci, rendendo definitiva la condanna. Con l’aggiunta degli interessi e delle spese, la somma complessivamente richiesta ha raggiunto 379.934,41 euro.
Chiusa la controversia sull’esistenza del debito, il confronto si è spostato sulle modalità di pagamento. Arci Milano riconosce la somma dovuta e ha proposto al Comune un piano di rientro della durata di dieci anni, comprensivo degli interessi e con la possibilità di interrompere la rateizzazione in caso di mancato pagamento. L’amministrazione non ha accolto la richiesta, in assenza della fideiussione bancaria o assicurativa prevista a garanzia del credito, che l’associazione sostiene di non essere in grado di ottenere a causa della propria situazione finanziaria.
Le posizioni: Arci rischia la chiusura
Secondo il presidente di Arci Milano, Maso Notarianni, il pagamento immediato dell’intera somma potrebbe compromettere la sopravvivenza dell’associazione. Arci ha infatti altri debiti e creditori, tra cui l’Agenzia delle Entrate, e sostiene che un’eventuale procedura esecutiva rischierebbe di portarla al dissesto, riducendo anche le possibilità del Comune di recuperare il proprio credito. Il presidente ha inoltre accusato l’amministrazione di aver rifiutato il confronto per motivazioni politiche, una ricostruzione che resta una posizione dell’associazione.
Il ricorso al Tar, presentato giovedì 29 ottobre, non riguarda la sentenza della Cassazione né l’ammontare del debito, ma il mancato accoglimento della proposta di rateizzazione. Secondo l’avvocato Pietro Massarotto, che assiste Arci, il regolamento comunale consentirebbe, in determinate circostanze, una valutazione della Giunta anche in assenza della garanzia fideiussoria. L’obiettivo del ricorso è ottenere che l’amministrazione esamini formalmente la proposta di pagamento decennale, senza che questo comporti necessariamente la sua approvazione. Con l’esposto alla Corte dei conti, Arci chiede invece di verificare se il rifiuto della dilazione possa compromettere il recupero delle somme dovute.
Di posizione diversa il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, che dopo la sentenza della Cassazione ha rivendicato la correttezza dell’operato dell’amministrazione. Il primo cittadino ha sottolineato come il Comune abbia difeso le proprie ragioni in tutti i gradi di giudizio, ribadendo la necessità di tutelare le risorse pubbliche e di non concedere trattamenti di favore. «Le regole valgono per tutti», ha dichiarato commentando la decisione della Suprema Corte.
Nel frattempo, Arci Milano ha avviato una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per affrontare la situazione economica. A sostegno dell’associazione sono intervenuti anche il presidente nazionale Walter Massa e il conduttore televisivo Fabio Fazio, che attraverso un videomessaggio ha auspicato una soluzione condivisa.

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