È morto a Siena, all’età di 90 anni, Michele Zappella, neuropsichiatra infantile tra le figure italiane più autorevoli nello studio dell’autismo e dei disturbi del neurosviluppo. Il suo nome era legato anche a Sesto San Giovanni, che nel 1981 gli aveva conferito la Medaglia d’oro e la cittadinanza onoraria per i suoi lavori sull’autismo.
Nato a Viareggio nel 1936, Zappella si era laureato in Medicina e Chirurgia a Roma nel 1960, specializzandosi poi in Pediatria, Neuropsichiatria infantile e Malattie nervose e mentali. Dopo esperienze di formazione in importanti ospedali a Londra e negli Stati Uniti, aveva lavorato in diversi istituti psichiatrici italiani, entrando a contatto con le condizioni di esclusione vissute da molti bambini con disabilità e disturbi dello sviluppo.
Da quell’esperienza nacque una parte centrale del suo impegno: l’integrazione sociale e scolastica dei bambini con disabilità. Tra gli anni Sessanta e Settanta Zappella fu infatti tra le voci impegnate contro le classi speciali e differenziali, in una fase decisiva per il ripensamento dell’inclusione nella scuola italiana.

Dal 1973 al 2006 è stato primario del reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Siena, contribuendo alla crescita della disciplina e formando generazioni di medici e professionisti. La sua attività scientifica si è concentrata in particolare sull’autismo, sulla sindrome di Rett, sulla sindrome di Tourette e sui disturbi dello sviluppo.
Tra i contributi più rilevanti ci sono l’individuazione della cosiddetta “Zappella Variant” della sindrome di Rett e la descrizione della Dysmaturational Syndrome, una condizione con comportamento autistico transitorio associato a tic motori e vocali. Zappella introdusse anche una proposta riabilitativa nota come Attivazione Emotiva con Reciprocità Corporea.
Autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche e di numerosi libri, ha continuato a seguire pazienti e famiglie fino agli ultimi mesi di vita. È stato presidente dell’Associazione italiana sindrome di Tourette, vicepresidente della Società italiana di Neuropsichiatria infantile e direttore scientifico della rivista “Autismo e Disturbi dello Sviluppo”.
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