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mercoledì , 23 Settembre 2026
È morto Don Mazzi: a Sesto San Giovanni festeggiò il suo ultimo compleanno
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È morto Don Mazzi: a Sesto San Giovanni festeggiò il suo ultimo compleanno

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È morto oggi, venerdì 31 luglio, Don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della comunità Exodus. Aveva 96 anni e da oltre quarant’anni rappresentava uno dei principali punti di riferimento italiani nell’accoglienza e nel recupero dei giovani alle prese con dipendenze, marginalità e disagio sociale.

Nelle ultime settimane le sue condizioni di salute erano peggiorate, con due ricoveri e frequenti momenti di difficoltà. Don Mazzi è rimasto fino alla fine nella Cascina Molino Torrette, la storica sede di Exodus nel Parco Lambro, circondato dai ragazzi, dagli educatori e dalle persone che considerava la propria famiglia.

I funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto, alle 15, nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

L’ultimo compleanno celebrato a Sesto San Giovanni

Sesto San Giovanni conserva un legame particolare con gli ultimi mesi della vita di Don Mazzi. Proprio in città, al Grand Hotel Villa Torretta, il sacerdote aveva festeggiato il suo ultimo compleanno, il 29 novembre 2025, alla vigilia del compimento dei 96 anni.

La cena di beneficenza, organizzata insieme alla Fondazione Della Frera, era stata promossa per sostenere il progetto dedicato alla Cascina Molino Torrette. Tra la torta, gli applausi e l’affetto dei presenti, il Don aveva trasformato ancora una volta un momento personale in un’occasione per parlare del futuro dei suoi ragazzi.

Fu proprio a Villa Torretta che annunciò la trasformazione della sede storica di Exodus in un centro educativo diurno specialistico destinato ai giovani fino ai vent’anni.

Un progetto rivolto in particolare ai minori provenienti dal circuito penale, ai ragazzi con fragilità non intercettate tempestivamente dai servizi e a quelli che don Mazzi definiva i “ragazzi grigi”, sospesi in una zona di disagio ancora difficile da riconoscere. «Non scappiamo dalle difficoltà. Affidateci i ragazzi», aveva detto durante quella serata sestese, lasciando una sorta di testamento educativo e operativo.

Foto dalla pagina Facebook Fondazione Exodus di Don Antonio Mazzi

L’incontro di Don Mazzi al Cinema Rondinella

Quella del 2025 non era stata la prima presenza di Don Mazzi a Sesto San Giovanni. Il 23 gennaio 2018 era stato ospite del Cineteatro Rondinella per una serata intitolata “Non temere!”, dedicata all’ascolto, alla speranza e alle difficoltà affrontate dalle famiglie e dalle nuove generazioni.

L’appuntamento, annunciato anche dalla Diocesi di Milano, aveva portato nel cuore della città la testimonianza di un sacerdote che per tutta la vita aveva chiesto agli adulti di non limitarsi a giudicare i comportamenti dei ragazzi, ma di provare a comprenderne le paure, la solitudine e il bisogno di punti di riferimento credibili.

Dal Parco Lambro alla nascita di Exodus

Nato a Verona il 30 novembre 1929, Antonio Mazzi aveva studiato teologia e filosofia ed era stato ordinato sacerdote a Ferrara nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondata da san Giovanni Calabria. Dopo diverse esperienze educative, nel 1979 era arrivato a Milano a Parco Lambro.

In quegli anni il parco era uno dei luoghi simbolo dell’emergenza eroina. Don Mazzi incontrava quotidianamente ragazzi consumati dalla dipendenza, spesso abbandonati dalle famiglie e considerati irrecuperabili. Da quella realtà nacque il progetto Exodus, trasformato nel 1984 in una rete di comunità e percorsi educativi.

Al centro del suo metodo non c’erano soltanto la permanenza in una struttura e l’astinenza dalle sostanze. Don Mazzi puntava sul viaggio, sul lavoro, sulla musica, sullo sport e sulle relazioni. Celebri divennero le “Carovane”, lunghi cammini affrontati insieme da ragazzi ed educatori: un modo concreto per allontanarsi dalla dipendenza, riscoprire la fatica e ricostruire la fiducia negli altri.

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