Il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano scrive al Prefetto: il tema cruciale è la sicurezza in città. Spedizioni punitive, risse, atti vandalici e aggressioni hanno alzato il livello di allerta dei cittadini e acceso il dibattito politico a Sesto San Giovanni.
La richiesta di interventi per la sicurezza a Sesto San Giovanni
«Siamo di fronte a una situazione che non può più essere considerata semplice sicurezza urbana: serve un’azione concreta e coordinata delle istituzioni», scrive il sindaco Roberto Di Stefano in post sui social. La richiesta dunque al Prefetto è quella di innalzare i livelli di sicurezza nelle aree più critiche della città. Il sindaco inoltre chiede di valutare «misure speciali» per il contrasto a crimini riconducibili «alla criminalità organizzata». L’appello del sindaco al Prefetto muove da due premesse. «Serve un segnale forte da parte delle autorità sovracomunali», scrive nella nota sottolineando non solo l’impegno della polizia locale ma anche il fatto che «un sindaco non può detenere o espellere chi commette reati».

L’opposizione tuona: «Basta slogan. Una città abbandonata a se stessa»
«I cittadini sono esasperati e chiedono risposte concrete, non propaganda», tuonano in un comunicato congiunto le forze di opposizione. La richiesta è quella di «un urgente cambio di rotta…per restituire a Sesto San Giovanni sicurezza, decoro, dignità e partecipazione». Il comunicato dei partiti all’opposizione sottolinea come «i cittadini sono esasperati e chiedono risposte concrete, non propaganda». L’attacco frontale è rivolto all’amministrazione ritenuta di «non essere in grado di affrontare le sfide della sicurezza». La responsabilità principale additata dall’opposizione è sui presìdi culturali, sociali e associativi definiti come «smantellati» dalla maggioranza, considerati essere «un argine al degrado e un punto di riferimento per cittadini».
L’assessore alla Sicurezza Luca Nisco risponde: «Critiche incoerenti»
L’assessore Luca Nisco ai microfoni di SestoNotizie ribadisce come le critiche all’amministrazione siano «incoerenti». Infatti, l’assessore dichiara come «la sicurezza è un bene comune e le critiche risultano incoerenti quando si oppongono per ragioni ideologiche a interventi concreti volti a tutelare la città». L’assessore insieme al sindaco hanno manifestato piena solidarietà alle persone e alle attività colpite dalla guerriglia urbana dei giorni scorsi. «Pattugliamenti del territorio, installazione di oltre 200 videocamere, nuove dotazioni alla Polizia Locale, l’apertura di un presidio zonale più vicino ai cittadini», sono le azioni concrete che l’assessore ha tenuto a evidenziare.
I fatti di cronaca: dalla guerriglia urbana ai tentati scippi
I fatti di cronaca recenti hanno innalzato a dismisura il livello di allerta in città. Dalla ‘spedizione punitiva’ con i monopattini e le scene di guerriglia urbana, con tanto di uomo accoltellato e pizzeria devastata fino alle vetrine distrutte in piazza Trento e Trieste, il senso di insicurezza si è innalzato tra i cittadini. Non ultimo il tentato scippo della propria collana denunciato dalla presidente di Italia Viva della sezione di Sesto San Giovanni Silvia De Santis. «Su viale Gramsci, mentre mi apprestavo a salire in macchina, qualcuno si è avvicinato e mi ha messo le mani al collo per tentare di rubarmi la collana», ha denunciato sui social e alle autorità competenti De Santis.
I comitati dei cittadini si mobilitano: «La sicurezza non è un’operazione di facciata»
Dopo l’atto di guerriglia urbana che ha visto un ferito da arma da taglio e una pizzeria devastata, il comitato Riprendiamoci Piazza Trento e Trieste organizza una nuova manifestazione pubblica. Alla manifestazione dello scorso 3 ottobre dunque seguirà giovedì 9 alle 18 un presidio davanti alla Pizzeria Ok, in via Marconi, all’angolo con piazza Trento e Trieste. Il locale diventato teatro, e vittima, di una vera e propria guerriglia urbana è stato letteralmente devastato. Il comitato Cittadini Rondò Torretta ODV aggiunge sul tema: «Il Comitato continuerà a farsi portavoce delle istanze dei residenti, chiedendo risposte concrete e durature, perché la sicurezza non può essere un’operazione di facciata, ma un diritto quotidiano di tutti».
La mappa delle zone più insicure a Sesto San Giovanni
Il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano chiede dunque al Prefetto di innalzare i livelli di sicurezza in determinate zone della città. La mappa delle zone più insicure di Sesto San Giovanni comprende: «Piazza IV Novembre, Piazza Oldrini, Piazza Petazzi, Via Marconi, Via Fratelli Bandiera, Via Firenze, Via Risorgimento, Via Roma, Via XX Settembre e Via Breda».
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