A Sesto San Giovanni la Giunta comunale nei giorni scorsi ha deliberato l’attivazione di un servizio sharing per l’utilizzo di monopattini elettrici in città. Il Comune di Sesto con questa iniziativa ha voluto appoggiare, nella fase post emergenza coronavirus, il tema della mobilità sostenibile. Alcuni quesiti però sorgono spontanei: Sesto è una città adatta alla circolazione dei monopattini elettrici? I vari sottopassi che dividono la città non renderanno complicato il transito di questi mezzi? Come sarà la convivenza con i pedoni e gli automobilisti? Abbiamo cercato di rispondere a questi interrogativi interpellando qualche abitante sestese. In città l’argomento trova pareri contrastanti. Una signora, per esempio, stufa dell’inquinamento presente a Sesto ha detto “Trovo che l’utilizzo dei monopattini elettrici possa solamente giovare alla nostra città. Lo smog si ridurrebbe in maniera significativa”. Opposto è invece il giudizio di un uomo sestese di mezza età che ogni giorno utilizza la macchina per recarsi al lavoro “Questi mezzi possono rappresentare un pericolo pubblico per noi automobilisti. Sbucano da un momento all’altro in strada e il rischio di non vederli è alto.” Infine anche qualche pedone pare non essere stuzzicato da questa novità. Come un settantenne abitante in zona Rondò, da poco in pensione, che ha dichiarato “Per me che ho una certa età ritrovarmi improvvisamente davanti questi monopattini, magari anche sul marciapiede vista la difficoltà a circolare sulle strade, diventa molto pericoloso. Personalmente, se fossi un amministratore comunale di Sesto, farei un passo indietro rispetto a questa decisione”. Non trova dunque pace a Sesto l’argomento sulla circolazione dei monopattini elettrici. Tra spinte e dietrofront non si riesce a trovare un equilibrio e a mettere d’accordo i cittadini sestesi.
Diego Mandarà


