Mutuando una canzone del celebre Vasco Rossi verrebbe da dire: “Cosa succede in città?”. Nel giro di poche ore, infatti, Sesto San Giovanni è stata travolta da uno tsunami politico che ha pochi confronti nel recente passato della storia cittadina.
Il sindaco leghista Roberto Di Stefano è stato incredibilmente messo alle corde da Forza Italia che, in linea con quanto sta accadendo un po’ in tutta la Lombardia, con la nuova gestione del coordinatore Alessandro Sorte, coadiuvato dal coordinatore cittadino l’assessore Gianni Fiorino, è riuscito nell’impresa di acquisire due rappresentanti di Giunta e due consiglieri comunali che erano in quota proprio in quota alla lista civica del sindaco Di Stefano. Dura e se vogliamo anche un po’ scomposta e istintiva, la reazione del primo cittadino che, in meno di 24 ore, ha tolto le deleghe di vicesindaco ad Aiosa e quelle di assessore a Pizzocchera. Rivoluzionando l’assetto politico a Sesto San Giovanni.
Quello che tutti si chiedono è, appunto, e adesso? Cosa succede in città? Difficile prevederlo. All’interno del centrodestra è come se un elefante fosse entrato in una cristalleria e quindi, anche qualora il sindaco Di Stefano riuscisse a portare avanti la sua azione di governa, ciò avverrebbe con lacerazioni insanabili. L’altra ipotesi, obiettivamente più remota, è quella di tornare alle urne prima della scadenza naturale del 2027.
Da capire, soprattutto, come si posizionerà Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni, in Giunta e in Consiglio comunale numericamente conta poco (ha soltanto un assessore e un consigliere) ma oggi nello scenario politico nazionale e sestese il peso di Fratelli d’Italia è certamente più forte di due anni fa e c’è già chi sussurra che proprio ai meloniani converrebbe andare alle urne con proprio candidato sindaco per tentare di porsi alla guida della città.
La partita è solo all’inizio.


