
Sono oltre due milioni in Europa i pazienti affetti da atrofia geografica, una rara forma di maculopatia degenerativa, per ora incurabile, che porta alla cecità.
Speravano di poter bloccare almeno la progressione della patologia con un farmaco nuovissimo approvato dalla FDA negli Stati Uniti dove è già in commercio ma, l’Ema,l ’agenzia europea per il farmaco, ha gelato le speranze bocciandolo.

L’Agenzia ha riconosciuto la necessità di un trattamento efficace per contrastare l’atrofia geografica ma, ha ritenuto che il farmaco in questione abbia degli effetti secondari tali da non compensare i risultati positivi.
“La decisione di Ema ha lasciato sbigottita la comunità scientifica – ha commentato il professor Massimo Nicolò, responsabile del Centro Retina e Uveiti dell’Ospedale San Martino di Genova – anche perché il via libera negli Stati Uniti si basa su risultati positivi ottenuti nella fase tre della sperimentazione, a distanza di 24 mesi, su una popolazione ampia e rappresentativa di pazienti”.
Allo studio americano ha partecipato anche l’Italia con Fondazione Bietti Irccs, l’unico Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico dedicato all’oftalmologia in Italia, con sede a Roma.
“Sono profondamente amareggiato – commenta Massimo Ligustro, presidente dell’associazione Comitato Macula- perché per i pazienti affetti da maculopatia e in particolare da atrofia geografica, le innovazioni terapeutiche rappresentano l’unica speranza di non perdere la vista”.
Alessandra Rissotto



