Il prossimo 25 settembre anche a Sesto San Giovanni verrà presentato il libro “Il terzino e il Duce” scritto dal giornalista del Corriere della Sera Alessandro Fulloni che sarà intervistato da Giorgio Oldrini, giornalista ed ex sindaco di Sesto San Giovanni e figlio di Abramo Oldrini, storico primo cittadino sestese e in parte protagonista assieme ad altri personaggi sestesi come vengono raccontati nel libro.
Dopo averlo letto questo il commento del giornalista sestese Giancarlo Perego, che dopo aver iniziato la sua attività giornalistica a Sesto San Giovanni come corrispondente del Corriere negli Anni ’70, ne divenne successivamente Capo cronista.
Da qualche settimana è arrivato nelle librerie il libro, bello e storico, “Il terzino e il Duce. Eraldo Monzeglio, il romanzo di una vita. Dai Mondiali del 1934 ai misteri di Salò”, che parla di Sesto San Giovanni. Anche di Sesto, chiamata allora Stalingrado d’Italia.. Parla anche di Abramo Oldrini, il sindaco di allora Armando Cossutta, Rodolfo Camagni, operaio calibrista alla Breda e partigiano comunista, dirigente della Pro Sesto. Perché Monzeglio, Campione del Mondo nel ’34, nel dopo guerra allenò la Pro Sesto, allora in Serie B. La prese in zona retrocessione e con qualche cambiamento riuscì a salvarla dalla retrocessione. Monzeglio e la Pro Sesto, Monzeglio e il calcio, ma soprattutto Monzeglio e il Duce.
Piemontese di Vignale Monferrato, giocò nel Casale, nel Bologna e nella Roma. Frequentando Riccione diventò amico dei figli del Duce e addirittura fu maestro di tennis di Mussolini. Segui Benito a Salò e fece parte della sua segreteria. “A lungo schierato con il fascismo, contribuì, però, – dice il giornalista-scrittore Alessandro Fulloni – grazie ai suoi contatti con la Resistenza, a salvare un partigiano, Giuseppe Peruchetti, ex portiere dell’Inter e della Juve colto dai fascisti a trasportare armi e condannato a morte. Monzeglio assistette alla storia lite da donna Rachele e Claretta Petacci e sfidando i nazisti accompagnò Edda Ciano dal marito Galeazzo, in prigione a Verona dopo il 25 luglio del 43. Conobbe anche, duranti gli allenamenti della Nazionale, Michele Moretti, poi partigiano nella brigata che arrestò’ Mussolini, giustiziato a Giuliano di Mezzegra. Fu a Como nelle ore drammatiche in cui la Repubblica di Salò si dissolse”. Ma di quel periodo, Eraldo Monzeglio non parlò mai con nessuno. Rimane una domanda: che cosa sapeva dei tentativi di Mussolini di agganciare gli alleati, dei carteggi di Churchill, dell’oro di Dongo?

Lo scrittore e giornalista del Corriere della Sera, Alessandro Fulloni nelle 331 pagine del suo libro cerca di rispondere all’interrogativo. Fulloni, cronista ad alta sensibilità, è un cercatore di storie da raccontare e questa di Monzeglio e il Duce, fa pensare. Fa pensare che Abramo Oldrini il sindaco comunista di Sesto, durante l’esordio casalingo con la Pistoiese, prese sottobraccio l’allenatore Monzeglio per accompagnarlo in un giro attorno al campo. Monzeglio era stato coperto da insulti, sputi e sassate dai tifosi biancocelesti. “Fascista vattene”, ma quel giro di campo con il sindaco Oldrini ammutolì la tifoseria e mise fine alla contestazione. Allora i calciatori della Pro Sesto erano quasi tutti operai della Falck, della Breda e della Marelli.
Due giocatori su tutti. Francesco Meregalli, centromediano con il lancio millimetrico e il roccioso Giosuè Sanvito, terzino fortissimo. Doveva andare al Milan ma morì troppo presto, stroncato da un male incurabile. Giosuè Sanvito è il padre di un mio amico, Zue Sanvito, fortissimo stopper della Rondinella…… Grazie Alessandro Fulloni.
Giancarlo Perego



