Anche a Sesto San Giovanni, come in tutta Italia, si comincia a vedere la luce in fondo al Coronavirus. Continuano a calare i contagi, i ricoveri ed i decessi. I numeri sono incoraggianti. Secondo l’ultimo bollettino diramato i casi chiusi definitivamente a Sesto sono 580. Nell’ultima settimana i contagiati a domicilio sono scesi da 164 a 146, così come le persone poste in quarantena obbligatoria passate da 118 a 105. I malati attualmente ricoverati in ospedale sono 36. La cifra dei morti si attesta a 103 unità. La nostra città è stata una delle prime in cui è stato lanciato l’allarme. Era infatti il 22 febbraio quando il sindaco Roberto Di Stefano comunicava il primo caso di positività di coronavirus a Sesto. Quella notizia che non avremmo mai voluto sentire ha creato paure e preoccupazioni tra i cittadini. Quella che era stata venduta come una banale influenza era invece qualcosa di molto più grave. Quel morbo, con epicentro in Cina, che sembrava così lontano da noi era più vicino di quanto pensassimo.
Giorno dopo giorno la situazione si è fatta sempre più tragica e la crescita dei malati sempre più rapida e numerosa. Nel frattempo arrivavano le notizie dei primi pazienti morti ufficialmente per Covid-19. Intanto l’Italia intera veniva dichiarata zona rossa. Tutti in quarantena. Il maledetto virus si è sparso. E’ cominciato così il grande lavoro per i medici e gli infermieri di tutta Italia, impegnati in prima linea per combattere la pandemia. Molti di loro non sono sopravvissuti per cercare di salvare le vite altrui. Chi ne è uscito indenne ora si trova devastato psicologicamente. Un lavoro esemplare è stato eseguito anche dalle Forze dell’Ordine che hanno perlustrato di continuo la città per fare rispettare il decreto governativo anche ai “furbetti”. Lo stesso sindaco Roberto Di Stefano è sceso per le strade ammonendo personalmente chi a casa proprio non riusciva a stare. Sono stati mesi difficili che hanno visto l’Amministrazione comunale di Sesto, in concomitanza con la Croce Rossa, sempre in prima linea. I più bisognosi, ai quali l’emergenza sanitaria ha svuotato le tasche, sono stati aiutati con l’assegnazione di buoni spesa o, nei casi più disperati, con la consegna a domicilio di spese gratuite. Ai più anziani è stata garantito il recapito di farmaci. Con grande unità e spirito di sacrificio la nostra città ha affrontato la terribile situazione.
Purtroppo in questi mesi bui molte persone sono volate in cielo. Ma proprio in quel cielo ha cominciato a spuntare un piccolo raggio di sole che ha ridato speranza. Questo però non vuole dire che tutto sia finito. E’ necessario stare in guardia, continuare a rispettare le regole, indossare le mascherine e mantenere il distanziamento sociale. Solo comportandosi in modo egregio potremmo tornare ad abbracciarci e a respirare aria di normalità.
Diego Mandarà


