Pro Sesto scatenata sul fronte mercato in vista della prossima stagione. L’ultimo nome accostato al club biancoceleste è quello di Alessandro Di Munno, centrocampista in forza alla Vis Pesaro ma di proprietà del Monza. Il giocatore, dopo sei mesi positivi trascorsi nelle Marche, è pronto a tornare in Brianza per la gioia dell’amministratore delegato Adriano Galliani, suo estimatore. Per Di Munno, però, sono tante le società che si sono mosse e tra queste c’è anche la Pro Sesto che è alla ricerca di innesti per rinforzare la mediana. Sul taccuino della dirigenza poi sono finiti diversi nomi. Primo fra tutti il portiere Ermanno Fumagalli, di proprietà del Foggia, che potrebbe aiutare il giovane Luca Tammia nel suo percorso di crescita personale. In difesa occhi puntati sul centrale Antonio Pergreffi, attualmente svincolato , sul quale però ci sono anche Modena e Lecco. In attacco la squadra biancoceleste ha messo nel mirino il bomber del Sondrio Alessandro De Respinis, autore in questa stagione di ben 13 reti. Il centravanti può contare su un passato importante in Lega Pro con le maglie di Mantova e Siracusa. L’affare sembra ben avviato e potrebbe esserci a breve la fumata bianca. Fiorentina, Sassuolo, Monza ed Ascoli fanno la fila per il gioiellino sestese classe 2002 Giuseppe Amato che si è messo in mostra nel campionato appena trascorso in cui ha disputato 18 partite. Intanto, rimanendo in tema Serie C, destano clamore le dichiarazioni rilasciate a TMW Radio dal presidente del Renate Luigi Spreafico che ha ammesso in modo esplicito di aver votato contro la promozione delle tre capoliste Monza, Vicenza e Reggina “Difficile dire quale strada imboccherà la Serie C, in Italia si fa fatica a risolvere le cose semplici e questa è complicata. Noi accettiamo le decisioni dall’alto. Se serve a tornare a giocare non abbiamo problemi, altrimenti va bene così. Ero però contrario al discorso promozioni com’era stato posto in assemblea ad inizio maggio. Ma non perchè le prime non devono andare in Serie B, bensì sono in disaccordo sull’assenza delle retrocessioni. Sapevamo benissimo tutti che la nostra assemblea e le decisioni dovevano essere approvate. Ero quasi sicuro che non l’avrebbero fatto, in quanto per la Federazione non è possibile accettare promozioni senza retrocessioni. Sono convinto che se le avessimo portate entrambe, la Serie C avrebbe già visto dichiarato chiuso il campionato. Mi attendo che qualcuno dall’alto prenda una decisione, smettiamola di continuare a rinviare. L’unica cosa– conclude il presidente sottolineando la mancanza di solidarietà da parte del sistema calcio italiano- che non esiste in Italia , rispetto alle altre nazioni, è il riconoscimento dei meriti della Serie C mentre negli altri paesi le grandi Serie riconoscono anche l’importanza di quelle minori. Sento che 10 milioni sarebbero troppi, a me se guardo la A pare una bazzecola. Non c’è mai stata dalla Serie A la volontà di aiutare la nostra Lega“.
Diego Mandarà


