Carissimi parrocchiani di Santo Stefano,
Il prossimo 18 maggio 2020, e ancora di più domenica 24, riprenderemo la celebrazione dell’Eucaristia con la presenza dei fedeli. Riprenderemo quel “ritrovarsi” che esprime e dà sostanza alla comunione con il Signore nell’Eucaristia, «fonte e culmine» della vita cristiana.
Certo, dovremo seguire alcune norme per vivere le nostre celebrazioni nella maniera più sicura per il bene di tutti. Per certi versi questo penalizzerà le nostre prassi, ma accoglieremo questi sacrifici con obbedienza e pazienza. La nostalgia del trovarci insieme a celebrare la cena del Signore – che tanti tra noi hanno sentito in queste settimane – può aprirci a riscoprire il dono del Pane e della Comunità che ci fanno essere Chiesa. È stata bruscamente interrotta un’abitudine: può rinascere una motivazione più convinta sostenuta da un desiderio grande.
Torneremo ad «andare a Messa» – come siamo soliti dire – non per rispondere distrattamente a una consuetudine, né tantomeno per assolvere ad un precetto, ma perché avvertiamo forte e sincero il desiderio di incontrare il Signore, di celebrare il Suo Amore insieme ai fratelli e alle sorelle che sono parte viva della nostra umanità.
C’è un passaggio nella Sacrosanctum Concilium, la Costituzione del Concilio Vaticano II sulla liturgia, che merita di essere riletto e vissuto con una nuova disposizione del cuore: «I fedeli non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede, ma (…) partecipino all’azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente» (48). I tre avverbi (consapevolmente, piamente, attivamente) meritano la nostra attenzione e possono fare di questo ritorno una rinascita delle nostre comunità che sono generate dall’Eucaristia e trovano nella Parola e nell’Eucaristia il Pane del cammino.
Torneremo nelle nostre chiese notando forse qualche posto vuoto. Lì era solito sedersi un nostro familiare, un nostro amico che ora siede alla mensa del Regno. Il ricordo ci aiuterà a vivere, nella speranza, la comunione con quanti i nostri occhi non vedono più. Questo stesso ricordo risveglierà in noi il senso del limite e il ricordo che l’esistenza terrena è un pellegrinaggio verso quel posto che il Signore Gesù ha preparato per i suoi discepoli.
Desideriamo sostenere la scelta di quanti non possono o non ritengono prudente partecipare alla Messa in Parrocchia. Nel rassicurare quanti temono di non poter assolvere al “precetto festivo” (in queste situazioni di emergenza la Chiesa non ha mai esitato a concedere deroghe), desideriamo far sapere che continueremo ad assicurare la diffusione via streaming della
celebrazione di alcune Messe sul canale You Tube della parrocchia, accessibile dal sito
www.santostefanosestosg.org, alle ore 18.30 nei giorni feriali, alle ore 18.30 del sabato e alle ore 10.00 della domenica. Alimenteremo, anche così, la fede e il legame comunitario per quanti, seppure a distanza, si sentono parte di questa parrocchia. Invitiamo costoro a vivere questi momenti celebrativi del mistero pasquale come “chiesa domestica” in comunione con tutta la comunità.
Con questo atteggiamento potremo dire: nulla è come prima. Alla luce di tutto questo, ecco di seguito alcune indicazioni che in parte troverete descritte sulle locandine che affiggeremo alle porte della Basilica e sui volantini nell’androne dei nostri caseggiati.
Don Roberto Davanzo e la Diaconia di Santo Stefano


