La clamorosa sconfitta subita dalla Pro Sesto nell’esordio di Crema è pesantissima. Una severissima lezione, ma non un dramma. Beccare 3 gol in 18 minuti e 4 nel solo primo tempo è un record negativo che la Pro Sesto non aveva mai raggiunto.
A chi, a Crema, anche da posizioni di importanti, commentava (speriamo più con ironia che con realismo) ricordando che nella passata stagione i biancocelesti avevano subito un pesante 6-1 a Vicenza, rispondiamo che di calcio non capisce proprio nulla. E lo stesso discorso vale per chi giudicava errori dei singoli.
Subire una umiliazione del genere in uno stadio come il Voltini di Crema non è la stessa cosa che essere vittima sacrificale, un anno fa, di un Vicenza che aveva investito 8 milioni di euro per allestire la squadra e aveva giocato la prima di campionato davanti a 8.000 spettatori.
I cremaschi hanno perforato ripetutamente la nostra difesa sugli esterni che mai sono riusciti ad arginare le sfuriate gialloblu.
Pensare di tornare al modulo con tre centrali è follia? No, è sano realismo.
Due centrocampisti come Gattoni e Bussaglia devono essere il fulcro della squadra e per questo anche il centrocampo va rivisto. Capitan Gattoni nella passata stagione, davanti alla difesa, era il primo argine per coprire Toninelli e Del Frate, lunedì sera ha fatto la mezzala. Troppo facile parlare dopo una sconfitta? Certamente sì, ma ci sono sconfitte e sconfitte: subire 5 reti a Crema brucia. Come lunedì notte bruciavano ancor più del passato le scelte del patron Mauro Ferrero e del direttore sportivo Gianni Califano di smantellare la squadra della passata stagione. Come il sale su una ferita aperta. Ma, pensiamo positivo: con il Fiorenzuola servono i 3 punti. Siamo certi che scenderà in campo l’orgoglio sestese.


