Cento anni fa, il 18 maggio 1920, nasceva Karol Wojtyla, al secolo Papa Giovanni Paolo II. A Sesto San Giovanni il Pontefice, oltre che per la sua grande figura religiosa e storica, viene ricordato come l’unico ad aver incontrato i cittadini e i lavoratori delle storiche fabbriche sestesi in occasione della sua visita apostolica alla diocesi Ambrosiana di Milano. Correva l’anno 1983 e a Sesto in quel periodo stava per chiudere i battenti l’impresa metalmeccanica Ercole Marelli. E proprio nello spiazzo compreso tra l’edificio dei sindacati in viale Marelli, viale Italia e viale Edison si tenne l’incontro tra il Santo Padre e tante migliaia di lavoratori sestesi. Don Paolo Villa, allora decano della nostra città, organizzò l’accoglienza. Il Pontefice, giunto con il corteo papale e accompagnato dal cardinale Martini, dopo aver attraversato le principali vie della città, fu accolto dal canto festoso della corale “Santa Cecilia” della parrocchia di Santo Stefano. Il Papa nel suo discorso si rivolse agli operai dell’allora “Stalingrado d’Italia”, incontrò il sindaco Libero Biagi, i sindacalisti e i rappresentanti dei lavoratori. Quella giornata ebbe rilievo su tutti i giornali e le televisioni nazionali. Quest’anno, Papa Giovanni Paolo II, proclamato Santo il 27 aprile 2014 da Papa Francesco, avrebbe compiuto 100 anni. E manco a farlo apposta il 18 maggio, giorno della sua nascita, i fedeli di tutta Italia, seppur con le dovute restrizioni, potranno tornare a recarsi nelle loro Chiese per partecipare alle messe. La pandemia da Coronavirus ha purtroppo costretto l’annullamento della celebrazione eucaristica in programma domenica 17 maggio in piazza San Pietro e presieduta da Papa Francesco per ricordare questo importante anniversario che cade a 15 anni dalla morte di Giovanni Paolo II. La sua grande figura e la sua storica visita nella nostra città rimarrà per sempre nei cuori e nelle memorie di tutti i fedeli presenti in quella circostanza. A memoria di quel giorno è stata posta anche una lapide commemorativa nella parrocchia di Santo Stefano.
Diego Mandarà







