Silvia Sardone, eurodeputata della Lega Nord, è stata assolta dalla Corte dei Conti per la vicenda legata alla nomina nel 2011 di Luigi Degan a direttore generale di Afol, l’Agenzia per la formazione, l’orientamento e il lavoro dell’allora Provincia di Milano. Ai tempi la Sardone era componente del Cda di Afol. Tutto il board finì sotto accusa perchè Degan, non aveva maturato una “pregressa esperienza manageriale per un periodo di almeno cinque anni”. Avrebbe quindi dovuto essere escluso dalla procedura di selezione qualora la commissione di valutazione appositamente costituita e, in mancanza, il Cda di Afol, prima di ratificarne la nomina, avessero controllato la veridicità della documentazione presentata dal candidato. Cosa che tuttavia non avvenne. La Corte dei Conti lombarda aveva chiesto anche il risarcimento dei compensi erogati al dg dal 21 febbraio al 26 giugno 2013 (28.883,50 euro) sia ai membri del Cda e ai componenti della commissione (3.610,43 euro a testa) “a titolo di responsabilità sussidiaria”, ed alla Sardone la cifra intera “a titolo di dolo”, in quanto avrebbe “caldeggiando veementemente la nomina di Degan, tanto da indurre alle dimissioni i consiglieri del precedente Cda di Afol”. Ora i giudici hanno respinto anche questo addebito in quanto Degan “riportò nel proprio curriculum vitae dati veritieri quanto all’attività svolta presso Adapt, ossia un ruolo di diretta collaborazione e gestione del gruppo”; quindi, il candidato non presentò “alla commissione titoli non corrispondenti al vero”, ma si limitò “a enfatizzare quelli realmente posseduti”. In merito alle presunte pressioni della Sardone, i giudici hanno ritenuto che non ‘è “sufficiente riscontro probatorio posto che, al contrario, è emerso che tutti i componenti del Cda hanno ritenuto che Degan fosse il candidato migliore”. Evidente la soddisfazione di Silvia Sardone per la chiusura della vicenda. In un post su Facebook scrive: “Dopo quasi 10 anni si chiude questa vicenda. Questa mattina mi sono svegliata con una bella notizia e un sorriso stampato sul volto. Grazie a tutti quelli che hanno creduto in me e mi hanno sempre sostenuta”. Le fa eco il sindaco di Sesto, Roberto Di Stefano, nonché marito, che scrive: “Dal Consiglio di Zona fino all’Europarlamento, hai affrontato tutte le campagne elettorali subendo attacchi da quei politici incapaci di batterti sul campo che non riuscivano a confrontarsi lealmente e cercavano sempre sotterfugi meschini. Ma tu non hai mai mollato e non sei mai andata in difficoltà, perché le persone serie e oneste non temono nulla e lo dimostrano coi fatti. Sei sempre rimasta limpida, come l’acqua che scorre velocemente, mentre il fango lanciato non ti colpiva, anzi aumentava la tua forza”.


