Costruire una squadra di calcio professionistica con soli italiani, la maggior parte dei quali giovanissimi, con un budget davvero ridotto. Il desiderio irrealizzabile di ogni presidente? No. E lo testimonia il risultato ottenuto dalla Pro Sesto nella stagione che è appena terminata. La società di Sesto San Giovanni, caso più unico che raro, è infatti riuscita ad allestire una compagine che possiede tutti i requisiti sopra descritti raggiungendo risultati tanto insperati, quanto eccezionali. ‘Ingegnere’ di questa sorprendente costruzione calcistica è Christian Botturi, 43 anni, bresciano, direttore sportivo con trascorsi proprio al Brescia e al Mantova. Allenatore, oggi inseguito da molti club blasonati, Matteo Andreoletti, il più giovane allenatore del calcio professionistico italiano. In una sola stagione Botturi è infatti riuscito a progettare la squadra rivelazione dell’intera Serie C disputando un campionato di vertice, che ha visto la Pro Sesto spesso al comando, fino a raggiungere i play-off nazionali dai quali è stato eliminato dalla corazzata Vicenza, dopo una vittoria in casa e una sconfitta nel ritorno, contro un club che per allestire la squadra ha investito dieci volte di più rispetto a quanto aveva a disposizione Botturi. Il direttore adesso vuole ripetersi. Ci sono diverse pedine importanti richieste da altre squadre. Andreoletti troverà certamente una panchina ‘importante’, ma Botturi aspetta solo di sedersi al tavolo con il patron Mauro Ferrero e il presidente Gabriele Albertini per provare a ripetere quello che sembrava impossibile. Non solo per la Pro Sesto, ma per tutto il mondo del calcio.


