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SESTO SAN GIOVANNI

Il terrorista Amri sepolto in Tunisia, il sindaco Di Stefano: "La famiglia ha pagato il trasporto, ma non la fattura dell'obitorio. Ribadisco: non tireremo fuori un euro!"

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"Ho già contattato alcuni parlamentari di Forza Italia per chiedere loro di presentare un'interrogazione al ministro degli Esteri, Angelino Afano, per far chiarezza sul caso del rimpatrio della salma del terrorista Anis Amri in Tunisia. In queste, infatti, ore autorevoli fonti giornalistiche comunicano che il corpo del killer di Berlino è stato riconsegnato alla famiglia nel Paese d'origine e che la stessa ha versato una somma di denaro per risarcire le spese per la restituzione del corpo. In tutto ciò resta ancora un punto da chiarire: al Comune di Sesto San Giovanni, nei giorni scorsi, è stata recapitata una fattura del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che chiede un risarcimento di 2160,18 euro, ovvero le spese riguardanti la permanenza, per oltre sei mesi, all'obitorio comunale di Milano. Ribadisco un concetto: non tirerò fuori neppure un euro dei soldi dei miei concittadini per pagare quella cifra e ho già rispedito al mittente quella fattura. Se vuole paghi lui.". Lo dice Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni, commentando la notizia della riconsegna ai familiari per le esequie funebri la salma di Anis Amri, l'attentatore tunisino del mercatino di Natale a Berlino, ucciso poi a Sesto San Giovanni il 23 dicembre durante un conflitto a fuoco con due agenti di Polizia del Commissariato cittadino. Secondo i media tunisini la famiglia di Amri, originaria di El Oueslatia, avrebbe pagato circa 11 mila dinari (equivalenti a 3.960 euro) per il rimpatrio e la consegna del cadavere che, dopo essere stato sottoposto alle pratiche medico-legali autoptiche presso un ospedale di Tunisi, sabato è stato seppellito nella città natale. "Nei giorni scorsi - aggiunge il sindaco Di Stefano - ho scritto anche al premier Gentiloni, oltre che al ministro Alfano, chiedendo loro di approfondire il caso ed eventualmente di farsi carico, di tasca propria, del pagamento di quanto richiesto dal sindaco Sala. Fra l'altro, la legge nazionale prevede che le spese post-mortem di una persona non reclamata siano a carico del Comune in cui la stessa è morta, ma in questo caso - conclude Roberto Di Stefano - anche dalle notizie di queste ore, mi pare che qualcuno abbia reclamato il defunto. In ogni caso l'ho detto in passato e lo ripeto oggi: qui stiamo parlando di un mostro e i sestesi, come mi auguro tutti gli italiani, non pagheranno nulla per lui".

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Autore:snz

Pubblicato il: 07 Agosto 2017

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